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Latinoamerica-online.it analisi e approfondimenti sull'America Latina |
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Messico, gli orrori di Teuchitlán
(20/3/2025)
Il paese è sconvolto per il ritrovamento, nel Rancho Izaguirre di Teuchitlán (Stato di
Jalisco), di resti umani bruciati, scarpe, borse, indumenti e altri oggetti personali che fanno pensare a centinaia di
vittime. Il luogo sarebbe stato usato
come campo di "addestramento e sterminio" dal cartello
Jalisco
Nueva Generación e qualcuno ha ipotizzato anche l'esistenza di forni
crematori. In settembre la Guardia Nacional si era
scontrata con membri della delinquenza organizzata, arrestando
dieci persone e liberando due sequestrati. Ma dopo di allora la Procura statale
aveva affermato di non aver trovato traccia di altre attività
criminali. Eppure in marzo i Guerreros Buscadores de Jalisco,
un gruppo di familiari di desaparecidos che non si
rassegnano alla scomparsa dei loro cari, hanno fatto la macabra
scoperta. Teuchitlán, un tempo noto per un antico insediamento
preispanico dalle caratteristiche piramidi cricolari, è diventato
oggi il simbolo dell'orrore in cui i narcos hanno sprofondato
alcune zone del Messico.
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LE RIFORME DELLA PRESIDENTE SHEINBAUM. Celebrando
l'anniversario della nazionalizzazione dell'industria petrolifera, avvenuta il 18 marzo
1938, la presidente Claudia Sheinbaum ha affermato che "il miglior
omaggio che possiamo fare al generale Lázaro Cárdenas e al popolo
del Messico" è la promulgazione delle leggi di riforma (già approvate dal Congresso)
volte al rafforzamento di Petróleos Mexicanos e della
Comisión Federal de Electricidad come imprese pubbliche dello
Stato. Viene così consolidata la sovranità energetica del paese,
cancellando la controriforma neoliberista promossa nel 2013 dal priista Peña Nieto,
che mirava a trasformare petrolio ed elettricità in redditizi
affari privati. Alla cerimonia era presente Cuauhtémoc Cárdenas,
figlio del generale.
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Venezuela, torna la tensione con la Guyana (3/3/2025) Il presidente della Guyana, Irfaan Ali, ha ordinato una mobilitazione delle forze aeree e navali come risposta all'incursione di una nave militare venezuelana in acque che considera sotto la sua sovranità, nei pressi di una piattaforma della transnazionale ExxonMobil. Il Ministero degli Esteri di Caracas ha risposto affermando che quella zona marittima è ancora contesa e che Georgetown non aveva alcun diritto di concederne lo sfruttamento petrolifero. Come c'era da aspettarsi, il Dipartimento di Stato Usa ha spalleggiato la posizione della Guyana e l'Organización de los Estados Americanos ha accusato Caracas di "minare la stabilità e minacciare i principi di convivenza pacifica". segue |
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Argentina, il criptogate di Javier Milei
(18/2/2025)
Uno scandalo finanziario mondiale. È quello che ha come
protagonista il presidente Javier Milei, che la sera del 14 febbraio ha
promosso, sul suo account X, il lancio della
criptovaluta $Libra,
creata solo pochi minuti prima, presentandola come "un progetto privato per incentivare l'economia
argentina e finanziare piccole imprese e affari". L'annuncio, con
annesso link per l'acquisto, ha attirato subito migliaia di
persone e il prezzo di $Libra è schizzato in pochissimo tempo alle stelle: a
questo punto gli sviluppatori del progetto, che controllavano una
grossa percentuale dell'offerta, si sono affrettati a vendere
ottenendo enormi profitti, prima che il valore della nuova criptovaluta
crollasse lasciando gli incauti investitori con
perdite intorno ai 250 milioni di dollari. L'operazione viene definita dagli esperti
rug pull: "togliere il tappeto (da sotto i piedi)".
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El Salvador, Bukele contro i difensori dell'acqua
(14/2/2025)
Il 13 febbraio l'ex magistrato del Tribunal Supremo
Electoral Eugenio Chicas è stato arrestato con accuse
pretestuose. Molti hanno visto in questo una vera e propria
vendetta da parte di Nayib Bukele, che nel 2018 (quando era
candidato presidenziale) era stato da lui sconfitto in una causa
per diffamazione e aveva dovuto pagargli 50.000 dollari. Non stupisce dunque che nel
novembre scorso
un tribunale di San Salvador lo abbia dichiarato colpevole di
arricchimento illecito e lo abbia condannato al pagamento di oltre
200.000 dollari.
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Ecuador, Noboa e González al ballottaggio
(13/2/2025)
Saranno l'attuale capo dello Stato Daniel Noboa, di
Acción Democrática Nacional, e la candidata
del correista Movimiento Revolución Ciudadana Luisa González Alcívar
a confrontarsi nel ballottaggio del 13 aprile. Le consultazioni del
9 febbraio si sono
concluse con Noboa che, con il 44% dei suffragi, supera González
per una manciata di voti. Al terzo posto, con poco più del 5%,
Leonidas Iza di Pachakutik (il braccio politico della
Conaie): il movimento indigenista si conferma così l'ago della
bilancia. Il presidente in carica contava su una vittoria al primo
turno, ma le sue speranze sono andate presto deluse e le sue
denunce di brogli sono state smentite dagli osservatori dell'Oea e
dell'Unione Europea. Per quanto riguarda la composizione della
prossima Asamblea Nacional, Mrc e Adn hanno ottenuto il
maggior numero di seggi, ma nessuna delle due formazioni può
contare sulla maggioranza assoluta e il vincitore delle
presidenziali sarà costretto a ricercare alleanze con i partiti
minori.
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Brasile, i golpisti del gennaio 2023
(23/2/2025)
Succedono molte cose che portano cambiamenti non piccoli, tutto in
tempi compressi. Provo a riassumere alcuni accadimenti che riguardano il
Brasile: 1) il 18 febbraio la Procura Generale della Repubblica ha
presentato la denuncia di un gruppo di indiziati per il colpo di Stato
dell’8 gennaio 2023 dopo lo studio durato diversi mesi delle prove
raccolte dalla polizia federale; 2) le misure energiche di Trump hanno
ovviamente ricadute anche in Brasile; 3) verso la Cop 30.
(Teresa Isenburg)
segue
Altri approfondimenti sul Brasile
a questo link |
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L'America Latina di fronte al tornado Trump
(4/2/2025)
Tra i primi decreti firmati dal nuovo presidente statunitense,
Donald Trump, figura la deportazione degli immigrati irregolari
verso i paesi d'origine, deportazione che è iniziata con oltre 260 guatemaltechi. Per compiacere l'elettorato più
reazionario, i primi trasferimenti sono avvenuti in modo plateale:
le persone espulse sono state imbarcate
sugli aerei incatenate in lunghe file, quasi fossero pericolosi
delinquenti. Scene che hanno fatto ricordare gli africani al
mercato degli schiavi e che hanno provocato le proteste di molti
governi latinoamericani. Le autorità brasiliane hanno condannato
"il flagrante disprezzo dei diritti fondamentali" dei concittadini,
ordinando la loro immediata liberazione dai ferri.
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L'amministrazione Trump torna alla "politica dura" contro Cuba
(2/2/2025) Neanche una settimana prima dell'assunzione di Donald
Trump, il presidente Joe Biden, pur non eliminando il bloqueo, aveva cancellato Cuba dall'elenco
dei paesi patrocinatori del terrorismo, togliendo anche alcune
sanzioni finanziarie e sospendendo la possibilità per i cittadini
statunitensi di ricorrere davanti ai tribunali contro l'esproprio
delle loro proprietà all'indomani della Rivoluzione. Nel frattempo il
governo dell'Avana annunciava la liberazione, in seguito alla
mediazione del Vaticano, di 553 detenuti condannati per diversi
reati.
segue Nella foto: un
momento della Marcha de las Antorchas |
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Colombia, i "crimini di guerra" dell'Eln
(25/1/2025)
Nella regione del Catatumbo (dipartimento di Norte de Santander)
oltre 40.000 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie
case per sfuggire alla violenza. Sono almeno ottanta i morti
provocati dagli attacchi dei guerriglieri dell'Eln contro membri
del Frente 33, una delle dissidenze delle Farc. Secondo
Indepaz, l'Instituto de Estudio para el Desarrollo y la Paz,
tra le vittime ci sono due minori e un bambino di appena nove mesi.
Le risorse minerarie e le condizioni climatiche,
che ne fanno un luogo ideale per la coltivazione della coca,
rendono il Catatumbo una delle zone più contese dai gruppi armati.
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Haiti, la missione internazionale non frena la violenza
(19/1/2025)
Sono oltre un milione le persone che hanno dovuto abbandonare le loro
case a causa della violenza delle bande criminali: lo afferma l'International Organization for Migration. Nel corso del
2024 si calcola che gli assassinati siano stati più di
5.600. Tra questi quasi duecento anziani e leader religiosi vudù
di Port-au-Prince, fatti uccidere per vendetta da un capoclan
che li accusava di aver provocato, con un maleficio, la morte
del figlio. Nel paese regna il caos e la furia della criminalità non
risparmia neppure gli ospedali: in dicembre è stato incendiato
il Bernard Mevs, uno dei pochi centri di cura ancora
funzionanti.
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Honduras, la risposta di Xiomara Castro a Trump
(6/1/2025)
Con un discorso pieno di dignità, la presidente Xiomara Castro ha
risposto alle minacce di Donald Trump di cacciare dagli Usa
migliaia di immigrati irregolari. "Di fronte a un atteggiamento
ostile di espulsione di massa dovremmo considerare un cambiamento
nelle nostre politiche di cooperazione con gli Stati Uniti,
specialmente in campo militare dove senza pagare un centesimo
mantengono da decenni basi militari sul nostro territorio", ha
affermato Xiomara aggiungendo che in tal caso quelle basi
"perderebbero ogni ragione di esistere in Honduras". La presidente
si augura dunque che Trump "non assuma rappresaglie inutili contro
i nostri migranti, che in genere recano un grosso apporto
all'economia statunitense". Si calcola che circa 250.000
honduregni potrebbero essere deportati dagli Stati Uniti e il paese
- a detta del Ministero degli Esteri - non è in condizioni di
riceverli adeguatamente.
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Il ritorno del golpismo in America Latina
(27/12/2024)
Dietro un’apparente tranquillità democratica i governi
progressisti del continente sono sottoposti a continui tentativi di
destabilizzazione. Dopo la grande speranza dell’inizio del
millennio, quando l’America Latina mostrava ai popoli che un altro
mondo era possibile, la destra è tornata al potere in diversi paesi
e non lascia respiro a quelli non ancora allineati. E non a caso la
statunitense Conservative Political Action Conference si è
tenuta quest’anno a Buenos Aires, dove il presidente Milei ha
accolto gli esponenti dell’internazionale reazionaria.
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Per gli Usa il Nicaragua rimane "una minaccia"
(26/11/2024)
Il presidente Usa Biden ha prorogato per un altro anno l'ordine
esecutivo del 27 novembre 2018 che dichiara il Nicaragua "una
minaccia inusuale e straordinaria per la sicurezza nazionale e la
poltica estera" statunitense. La misura era stata giustificata
dalle accuse di violazione dei diritti umani durante le proteste di
sei anni fa nel paese, smantellamento dello Stato di diritto e
corruzione.
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LA MORTE DI HUMBERTO ORTEGA. Il 30 settembre
è morto a Managua l'ex guerrigliero del Frente
Sandinista ed ex comandante dell'esercito
Humberto Ortega Saavedra. Aveva 77 anni e soffriva
di problemi cardiaci. Da tempo si era distanziato
dalle posizioni del fratello Daniel, tanto che
l'attuale presidente lo aveva definito pubblicamente
"traditore" e lo aveva costretto agli arresti
domiciliari. |
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Perù, rimossi perché indagavano sulla presidente Boluarte
(18/12/2024)
La motivazione ufficiale è il "rinnovamento
dei quadri", ma pochi ci hanno creduto. Il
pensionamento dei colonnelli della
Policia Nacional Harvey Colchado e Walter
Lozano, protagonisti delle indagini sui casi di
corruzione in cui erano coinvolti Dina
Boluarte e suo fratello Nicanor, suona infatti come
una chiara vendetta: i due non avevano ceduto alle
pressioni del governo che li invitavano a boicottare
tali indagini. In aprile, poco dopo aver eseguito su
ordine della Fiscalía una perquisizione
nella casa della presidente, Colchado era stato
sospeso dal suo incarico di capo della Diviac, la
División de Investigación de Delitos de Alta
Complejidad, e in seguito la stessa Diviac era
stata praticamente smantellata.
segue
NIENTE ESEQUIE PER L'EX DIRIGENTE DEL MRTA.
L'11 dicembre è morto, nella prigione della base navale del Callao,
l'ex dirigente del
Movimiento Revolucionario Tupac Amaru Miguel
Rincón Rincón. In carcere dal 1995, negli ultimi anni Miguel si era
dedicato alla pittura e alla pubblicazione di alcuni libri, tra cui
un importante saggio dal titolo Socialismo andino.
Balance y propuesta. Il suo nome sembra facesse
ancora paura al regime: su richiesta del Ministero dell'Interno, le
autorità penitenziarie si sono rifiutate
di restituire la salma alla famiglia perché
realizzasse le esequie e ne hanno
disposto la cremazione e la sepoltura delle ceneri
in un luogo sconosciuto. |
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Cile, la destra sconfitta nelle regioni di Santiago e Valparaíso
(25/11/2024)
Nel ballottaggio del 24 novembre è fallito il tentativo della
destra di conquistare le due regioni più importanti. Nella Región Metropolitana del Gran Santiago
Claudio Orrego è stato rieletto governatore,
sconfiggendo il candidato di Chile Vamos Francisco Orrego. "Oggi ha
prevalso la moderazione sulla polarizzazione, la cooperazione sul
confronto e il dialogo sull'insulto", ha affermato il
vincitore. A Valparaíso è stato eletto per un secondo mandato
Rodrigo Mundaca, che ha superato per ampio margine l'ex
deputata conservatrice María José Hoffmann. Mundaca è membro del
Movimiento de Defensa por el Acceso al Agua, la Tierra y la
Protección del Medioambiente, un'organizzazione che lotta per
l'acqua come bene pubblico. Sia Orrego che Mundaca si presentavano
come indipendenti e, pur avendo l'appoggio dei partiti di governo,
in diverse occasioni hanno preso le distanze dalla politica del
presidente Boric.
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Sul
Cile v. anche:
Julia Chuñil: "Si me pasa algo ya saben quienes son los responsables" |
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"Il Canale è di Panama e continuerà ad esserlo"
(24/12/2024)
"Il Canale di Panama e le zone adiacenti sono di Panama e
continueranno ad esserlo": lo afferma, in un video diffuso dal
governo, il presidente José Raúl Mulino, aggiungendo che "la
sovranità e l'indipendenza" del paese "non sono negoziabili". È la
risposta alle parole di Donald Trump, secondo il quale le tariffe
richieste per il passaggio delle navi sono "esorbitanti" e
danneggiano il principale cliente, gli Usa. Lamentando
anche la presunta ingerenza della Cina nel controllo della via
marittima, che venne costruita dagli Stati Uniti nei primi decenni
del secolo scorso e passò sotto controllo panamense il 31 dicembre
del 1999, Trump ha affermato: "Se non si rispettano i principi,
tanto morali come legali, di questo magnanimo gesto di donazione,
esigeremo che il Canale di Panama ci venga restituito nella sua
totalità e senza obiezioni".
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Guatemala, nuova offensiva dei fiscales contro Arévalo
(17/12/2024)
Non si arresta la guerra della Fiscalía General,
guidata da Consuelo Porras, contro il governo di Bernardo Arévalo.
L'ultimo atto, in ordine di tempo, è avvenuto a fine novembre con
la decisione del giudice Fredy Orellana, su richiesta del capo
della Fiscalía contra la Impunidad, Rafael Curruchiche, di cancellare il
Movimiento Semilla (già precedentemente sospeso) per presunte
irregolarità nella sua iscrizione. In questo primo anno di mandato
Arévalo non è riuscito a ottenere le dimissioni di Porras, nominata
dall'ex presidente Giammattei (destra). Da notare che Porras, Curruchiche
e Orellana sono inseriti nella lista nera degli Stati Uniti
come "corrotti" e che i paesi dell'Unione Europea negano loro
l'accesso "per aver attentato contro la democrazia e lo Stato di
diritto" (sanzione ora rinnovata fino al gennaio 2026).
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Bolivia, si approfondisce lo scontro all'interno del Mas
(16/12/2024)
Lo scontro all'interno del Movimiento al Socialismo si
approfondisce, ponendo una seria ipoteca sulle possibilità della
sinistra nelle elezioni del 2025. Il 12 luglio
migliaia di persone sono scese in piazza "in difesa della
democrazia, l'unità e il futuro della Bolivia" e per esprimere il
loro appoggio al presidente Luis Arce dopo il tentato golpe di
giugno. In settembre migliaia di evistas hanno marciato da
Caracollo, nel dipartimento di Oruro, fino a La Paz per chiedere
l'iscrizione della candidatura di Morales alle presidenziali
(candidatura proibita dalla Costituzione). Il governo non ha ceduto alla
tentazione di usare la repressione e la prova di forza si è
conclusa in sostanziale parità. Il 27 ottobre Evo ha denunciato
che due camionette hanno tentato di bloccare l'auto su cui
viaggiava, esplodendo colpi d'arma da fuoco che hanno
ferito il suo autista. Dopo aver in un primo tempo attribuito
l'attentato allo stesso Arce, Morales ha poi responsabilizzato
dell'attacco la Dea statunitense.
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Raggiunto l'accordo tra Unione Europea e Mercosur
(7/12/2024)
Il vertice del Mercosur a Montevideo (5-6 dicembre) si è concluso
con un importante annuncio: dopo oltre vent'anni di trattative è
stato raggiunto l'accordo commerciale tra il blocco sudamericano e l'Unione
Europea. L'area di libero scambio tra le due regioni prevede
l'eliminazione progressiva del 92% delle tariffe doganali sui
prodotti esportati dal Sud America verso il Vecchio Continente e del 91%
su quelli in direzione opposta. "Creiamo un mercato di 700 milioni
di persone", ha affermato la presidente della Commissione Europea
Ursula von der Leyen, aggiungendo che l'accordo "riflette i nostri
valori comuni, il nostro impegno contro la deforestazione e per
l'attuazione degli accordi di Parigi". Ma non tutti in Europa
appaiono convinti dell'impronta ecologista di questo testo: se il Ppe è entusiasta, assai critici sono i
gruppi della Sinistra e dei Verdi. E si oppongono agricoltori e
allevatori, che temono la concorrenza di aziende sottoposte
a regole meno rigide per quanto riguarda l'uso di pesticidi nei
campi e di ormoni e antibiotici per il bestiame. Contrarietà è
stata espressa dalla Francia e forti riserve vengono da una parte
del governo italiano: questo potrebbe mettere in forse l'entrata in
vigore dell'intesa, che deve ancora ottenere il via libera del
Consiglio e del Parlamento Europeo.
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Uruguay, il Frente Amplio torna al governo
(29/11/2024)
Yamandú Orsi Martínez, candidato del Frente Amplio, ha vinto il
ballottaggio del 24 novembre e il primo marzo 2025 si insedierà
come nuovo presidente dell'Uruguay. Si concluderà così il governo neoliberista di Luis Lacalle Pou, del Partido Nacional (Blanco),
che ha approfondito le disuguaglianze e aumentato
la povertà nel paese. Orsi si è imposto con il 49,8% dei voti validi, contro
il 45,9% del suo avversario Alvaro Delgado, che si presentava come
continuatore dell'attuale esecutivo ed era appoggiato da tutto lo
schieramento di destra.
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Sull'Uruguay v. anche:
Tres claveles rojos para Sendic |
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Brasile, Bolsonaro denunciato per il tentato golpe del 2023
(24/11/2024)
Alla conclusione delle indagini sul tentato golpe dell'8 gennaio
2023, il 21 novembre la polizia federale ha denunciato 37 persone, tra cui Jair
Bolsonaro. Oltre all'ex presidente, nell'elenco figurano due
generali della riserva: l'ex capo di gabinetto ed ex ministro della
Difesa Walter Braga Netto e l'ex ministro per la Sicurezza Istituzionale Augusto
Heleno. Vi sono poi l'ex comandante della marina
ammiraglio Almir Garnier Santos, l'ex direttore dell'Agência
Brasileira de Inteligência Alexandre Ramagem, il presidente
del bolsonarista Partido Liberal Valdemar Costa Neto e
un argentino, l'imprenditore Fernando Cerimedo. Quest'ultimo era
incaricato della disinformazione: attraverso i social e le
piattaforme digitali facilitava la diffusione di fake news
e la sua consulenza non si è limitata al Brasile, ma si è estesa
alla campagna contro la riforma costituzionale cilena e a favore
dell'elezione di Javier Milei in Argentina. Tutti gli accusati
devono rispondere di "abolizione violenta dello Stato democratico di
diritto, colpo di Stato e associazione illegale".
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ELON MUSK CEDE DI FRONTE ALLA MAGISTRATURA BRASILIANA. L'8
ottobre il giudice Alexandre de Moraes ha autorizzato X,
dopo oltre un mese, a operare nuovamente in Brasile. Il social era stato
sospeso perché accusato di incitamento alla violenza e mancata cooperazione
nell'eliminazione di fake news. Per ottenere la revoca del
provvedimento Elon Musk ha
dovuto bloccare nove profili di simpatizzanti di Bolsonaro in cui
venivano diffusi discorsi di odio, pagare una multa di 28,6 milioni
di reais (5,2
milioni di dollari) e nominare un rappresentante legale nel paese. |
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Il blocco Brics+ e l'America Latina
(28/10/2024)
Dal 22 al 24 ottobre si è tenuto,
nella località russa di Kazan, il XVI Vertice del blocco Brics+.
Erano presenti i rappresentanti di 36 nazioni, nonché il segretario
generale delle Nazioni Unite António Guterres. Una chiara
testimonianza dell'interesse suscitato da questo germe di un mondo
multipolare, in grado di sviluppare istituti
alternativi per il commercio e la finanza internazionali e di
aggirare così le sanzioni statunitensi ed europee da cui molti sono colpiti.
All'inizio del 2024 ai cinque membri
storici, Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa, si erano aggiunti Emirati
Arabi Uniti, Iran, Egitto ed Etiopia (l'Arabia Saudita non ha
ancora formalizzato la sua adesione). Anche l'Argentina avrebbe dovuto
far parte di questo gruppo, come completamento di un processo
iniziato durante la presidenza di Cristina Fernández. Ma l'attuale
capo dello Stato Javier Milei aveva già
preannunciato, ancor prima di vincere le elezioni, che il paese "sotto il
nostro governo non starà nei Brics" perché "non andremo ad
allearci con i comunisti".
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Addio ad Antonio Skármeta
(16/10/2024)
Si è spento a metà ottobre, a Santiago, lo scrittore cileno
Antonio Skármeta Vraníčić. Di lui si ricordano i romanzi: El
cartero de Neruda (nell'edizione italiana Il postino di
Neruda, da cui venne tratto il film Il postino,
interpretato da Massimo Troisi), Soñé que la nieve ardía,
El baile de la Victoria, Un padre de película. Fu
anche autore di racconti, libri per bambini, opere teatrali (una di
queste, El plebiscito, ispirò la pellicola No
diretta da Pablo Larraín). Non si cimentò mai con la poesia, anche
se ne sentiva il fascino, come spiegò una volta: "Sono tanto
ammiratore dei poeti che, se passate in rassegna le mie opere,
vedrete che nel cuore di questi racconti c'è un poema o qualche
situazione collegata alla poesia che scatena il dramma o rafforza
una relazione".
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Lotta al neocolonialismo: l'Honduras si è ritirato dal Ciadi
(26/8/2024)
A sei mesi dalla notifica da parte di Tegucigalpa, è diventato
effettivo il 25 agosto il ritiro dell'Honduras dal Ciadi, la sigla
in spagnolo del Centro
Internazionale per la Risoluzione delle Controversie sugli
Investimenti Esteri. L'Icsid (questa la sigla in inglese) venne
istituito nel 1965 dalla Convenzione di Washington come sistema di
arbitrato internazionale nei contrasti tra investitori stranieri e
Stati ospitanti. In realtà si tratta di un meccanismo perverso di
impoverimento dei paesi del Sud del mondo: in base alle sue regole
uno Stato può essere denunciato da una corporazione quando questa si
ritenga defraudata per un mancato guadagno a causa di una legge del
governo nazionale (in genere emanata per proteggere i diritti dei
lavoratori o dell'ambiente). Si calcola che la sola America Latina
abbia perso in tal modo più di 30 miliardi di dollari.
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